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  Rassegna stampa
  -  Il mangione
    
17 dicembre 2005
    

 

 

 

 

 

Dicono di noi...

La Locanda del Borgo
Il nome di un ristorante del quale non ne avevo mai sentito parlare, ora posso dire con grande rammarico.
Sorge nel cuore dell’abitato Rosolinese, tra un’antica basilichetta rupestre bizantina e i possenti palazzi della dinastia dei Platamone, famiglia nobiliare che ha fatto la storia di questa cittadina.

Entrando, all’ingresso, siamo subito accolti dal maître che, con elegante cortesia, ci invita ad accomodarci. Abbiamo due salette a nostra disposizione, la prima dei Platamone, ci colpisce per i colori caldi, suadenti, arredi d’epoca che bene si intonano al sentore di un passato ancora presente. Il soffitto sapientemente affrescato è già una prima delizia, ma, curiosi, ci inoltriamo per la seconda, del Borgo. La sento più siciliana nelle ceramiche esposte, ma, più di tutto, perché rapita dal panorama che offre la terrazza, mi colpisce una distesa di campagna, alberi secolari di carrubo e ulivo a simboleggiare imperterriti la Sicilia. Scegliamo questa.

Il tovagliame è candido, completamente di lino.
Ci viene presentato il menù, ma, la nostra scelta è andata alla degustazione proposta dallo chef Giovanni Alfa, il proprietario del ristorante. Chiediamo la carta dei vini, è molto fornita ma, ancora una volta, andiamo sul certo e ci facciamo consigliare, l’accostamento sarà ottimo.

Vengono servite le pietanze, capolavori che precedendo il palato, la vista apprezza.
L’associazione dei colori suggerisce sensazioni positive, è gioia che si esprime nei pomodorini secchi di Pachino caramellati in un miele aromatizzato come cornice ad un cremoso timballo di baccalà sul quale, troneggia un succulento crostino di pane ai profumi di aglio e basilico. Felice è poi la presentazione di un insalata di polipi in gelatina di maiale su un letto di yogurt all’aglio, sembra un aquilone.

La cucina di Giovanni Alfa non è solo gusto, ma, un insieme di sensazioni che stimola ogni senso.
Il vero coup de théâtre è stato il dolce. Un gustoso cannolo di ricotta fresca accostato ad una sfera di gelato alle mandorle e il tutto adagiato su uno strato di succo vermiglio di fico d’India.

I sapori che propone la Locanda del Borgo sono intrecciati al territorio, gli ingredienti miscelati con armonia e passione la stessa che Giovanni trasmette, quando, al termine della prelibata cena, giunge al nostro tavolo dilettandoci con i suoi aneddoti, con le sue storie, un Simbad che non finisce di creare suggestioni in chi lo ascolta.

Quella alla Locanda del Borgo è un’esperienza al di là di ogni consuetudine che il prezzo sicuramente non paga.
Si mangia, si beve e si sta bene.

Un ristorante da provare e da consigliare.

http://www.ilmangione.it/scheda


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